Per scattare una buona foto non basta fare clic, ma è necessario pre-visualizzare il risultato con ragionamento e consapevolezza; e se è vero che tecnica e tecnologia non possono sostituirsi a una buona foto, ma solo migliorarla, altrettanto vero è che conoscere lo strumento giusto per costruire e trasmettere il messaggio che si vuole inviare è un passaggio imprescindibile affinché l’immagine non sia solo il fedele ritratto del momento, ma diventi un fotogramma in grado di raccontare un’esperienza, un’idea, una visione.
Leggere le linee e le forme e dipingerle di luce parte dal cuore, ma passa attraverso l’occhio e la testa: come rendere la mia idea esteticamente interessante? Come organizzare le forme, scegliere la luce e il taglio ottimali per catturare e trasmettere le emozioni di quell’istante irripetibile? Come rendere straordinario l’ordinario che ci circonda?
Il mio obiettivo, da fotografo amatoriale improntato a un approccio di ragionamento e studio, è quello di offrire spunti di riflessione e indicazioni operative per creare – e non semplicemente scattare – buone fotografie, percorsi bottom-up che, a partire da una fotografia, illustrino il ragionamento che ha portato alla scelta della composizione, dell’inquadratura, della luce e della postproduzione in grado di veicolare un’idea nei modi che piacciono all’occhio e alla menta umana. Perché, per dirla con John Szarkowski

“la fotografia è un sistema di editing visivo. Si tratta, in fondo, di cingere con una cornice una porzione del nostro campo visivo mentre ci troviamo nel luogo giusto al momento giusto. Come gli scacchi o la scrittura è una questione di scelta tra una serie di possibilità solo che, nel caso della fotografia, il loro numero non è finito ma infinito.”

Buona luce!

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