La messa a fuoco è un altro aspetto fondamentale della fotografia, strettamente legato alla profondità di campo (argomento che abbiamo già toccato nell’articolo di approfondimento sull’apertura).
Quando si parla di messa a fuoco nelle macchine fotografiche digitali moderne, si deve tuttavia effettuare una distinzione tra area di messa a fuoco e tipo di messa a fuoco. Vediamo meglio di cosa si tratti.
L’area di messa a fuoco
L’area di messa a fuoco è appunto la zona del fotogramma che decidiamo essere il nostro punto primario di interesse, e che la macchina fotografica si preoccuperà di rendere nella maniera più nitida possibile. E’ una delle scelte di base che dobbiamo fare nel momento dello scatto, in quanto la modifica di un elemento fuori fuoco è pressoché impossibile in post-produzione, e più semplicemente perché quando inquadriamo un soggetto, solitamente vogliamo che i dettagli del soggetto siano nitidi. Più la profondità di campo è ristretta, più la messa a fuoco diventa un fattore cruciale per la buona riuscita dello scatto.
E’ possibile che le nostre scelte siano limitate dalla macchina fotografica utilizzata, ma praticamente tutte le moderne fotocamere sono dotate di uno o più punti di messa a fuoco, solitamente indicati nel mirino o sul display della macchina stessa. I modelli più recenti ed avanzati, spesso dotati di touch screen, consentono solitamente la selezione del punto di messa a fuoco principale su tutto il fotogramma, semplicemente toccando l’area che ci interessa maggiormente; nel caso invece di macchine fotografiche più amatoriali, i punti di messa a fuoco potrebbero essere limitati e non sempre allineati con il soggetto che ci interessa, specie nel caso di una composizione atipica (soggetto decentrato, in secondo piano etc…).
Inoltre molte macchine fotografiche consentono di selezionare, oltre al singolo punto di messa a fuoco, delle vere e proprie “aree”nel mirino, dentro alle quali viene lasciato alla fotocamera il compito di selezionare il soggetto principale, con il rischio però che il fuoco venga centrato sul soggetto sbagliato: attenzione agli automatismi!
Qui sotto un esempio di come la variazione del punto di messa a fuoco si ripercuota sul risultato finale dello scatto, e di come la profondità di campo possa giocare “brutti scherzi” se non tenuta nella dovuta considerazione
I tipi di messa a fuoco
Una volta deciso il punto di fuoco del nostro scatto, dobbiamo considerare il soggetto che stiamo inquadrando, e decidere il tipo di messa a fuoco corretto da utilizzare. Tipicamente le reflex sono dotate di tre modalità di fuoco, che vengono chiamate in maniera diversa a seconda del produttore, ma che fondamentalmente si comportano allo stesso modo. Le modalità vengono decise a seconda del movimento del nostro soggetto, in quanto determinano come la macchina fotografica “segua” il soggetto selezionato dal punto di messa a fuoco.
Il primo metodo di messa a fuoco è quello per soggetti statici, dove la fotocamera mette a fuoco ma non “segue” il soggetto in caso di movimento. Questo è il tipo di messa a fuoco per soggetti statici e panorami, dove non ci sono movimenti e quindi dove si può anche provvedere a “ricomporre” la scena una volta messo a fuoco il nostro punto d’interesse, spostando la macchina fotografica per avere un’inquadratura migliore. Attenzione a considerare la profondità di campo, in quanto essa è sempre da considerare parallelamente al sensore della macchina fotografica, e ricomporre potrebbe causare del movimento diagonale tale da far finire il nostro soggetto al limitare dell’area nitida, compromettendo così lo scatto.
Il secondo metodo di messa a fuoco è invece quello per soggetti in movimento, dove una volta selezionato il punto di fuoco, la macchina continua a cercare di “seguire” il soggetto tenendolo a fuoco anche nel caso si sposti di posizione. E’ il tipo di messa a fuoco utilizzato per tutti quei soggetti che si muovono in maniera più o meno prevedibile, e la sua efficacia dipende in gran parte dall’elettronica della fotocamera e dell’obiettivo che stiamo utilizzando, in quanto devono riuscire a distinguere il soggetto ed essere abbastanza veloci da tenerlo a fuoco. Da notare che solitamente la messa a fuoco continua o assistita necessita di mantenere premuto il tasto di messa a fuoco, cosa che può risultare alquanto scomoda se si utilizza l’impostazione di default di molte fotocamere, ovvero la “mezza pressione” sul tasto di scatto: per ovviare a questo problema, quasi tutte le reflex consentono di rimappare un tasto sul dorso della fotocamera per assolvere ai compiti di messa a fuoco, in modo che sia possibile tenerlo premuto con il pollice mentre si provvederà a scattare al momento giusto con il dito indice.
Terzo metodo di messa a fuoco è quello manuale, dove gli automatismi della macchina fotografica vengono disattivati e il fuoco viene ottenuto ruotando gli anelli di messa a fuoco sull’obiettivo, o tramite menù nel caso di macchine fotografiche senza ottica intercambiabile. Sebbene questo metodo sia più prono a errori umani, esso è quello che garantisce il maggior controllo al fotografo, rendendolo di fatto un ottimo strumento nelle situazioni dove l’elettronica potrebbe essere messa in difficoltà o tratta in inganno. Viene tipicamente utilizzato per fotografie di paesaggi, di cieli stellati e per alcune occasioni sportive dove si sa già in anticipo dove si troverà il soggetto al momento dello scatto, in modo da risparmiare tempo al momento cruciale. Solitamente viene utilizzato tenendo la macchina ben ferma su un cavalletto, in modo da evitare che un movimento involontario o una lieve rotazione della fotocamera (e quindi del piano focale) rendano vano il lavoro di regolazione precedente.
Esistono infine altri modi di messa a fuoco, specifici delle singole fotocamere, che tendenzialmente “mixano” i metodi precedenti e cercano di analizzare al meglio i soggetti inquadrati in modo da adattare la messa a fuoco alla singola occasione: il mio parere in merito è sempre “Attenzione agli automatismi!”, in quanto la fotocamera è solo uno strumento, e non sempre riesce a capire realmente quale sia il soggetto corretto nello scatto. Esercitatevi il più possibile con i diversi tipi di messa a fuoco, sia per capire come sfruttarli al meglio, sia per comprendere meglio come la vostra attrezzatura si comporti anche in situazioni atipiche, in modo da non dover improvvisare nel momento cruciale.





